Che cos’è la Società tra Professionisti, spesso indicata con l’acronimo STP?
Come funziona una Società tra Professionisti e come gestirla al meglio?
Quali sono vantaggi e svantaggi di una STP?
Ma anche come organizzare il lavoro quotidiano? Come gestire clienti, scadenze, documenti, collaboratori e flussi informativi? Come evitare che la crescita dello studio generi confusione invece che efficienza?
Di altri argomenti approfondiamo in questo articolo del blog, ricordando che AGM collabora da anni con Studi Professionali e Società tra Professionisti supportandoli nella crescita e gestione, nella digitalizzazione dei processi e nell’efficientamento del lavoro e del servizio clienti.
Indice Argomenti
Che cos’è una Società tra Professionisti
Una Società tra Professionisti è una società costituita per l’esercizio di una o più attività professionali regolamentate. In altre parole, consente a professionisti iscritti a un albo o ordine professionale di svolgere la propria attività attraverso una forma societaria.
La STP è stata introdotta nell’ordinamento italiano dall’art. 10 della Legge 183/2011 e regolata anche dal D.M. 34/2013, con riferimento alle professioni regolamentate nel sistema ordinistico.
Si tratta di una forma organizzativa sempre più rilevante per commercialisti, consulenti del lavoro, studi tecnici, studi legali e professionisti iscritti a ordini professionali che vogliono esercitare la propria attività in modo più strutturato.
La STP può essere costituita secondo diversi modelli societari ammessi dall’ordinamento, purché rispetti i requisiti previsti dalla normativa. Può essere formata da professionisti appartenenti allo stesso ordine oppure, in alcuni casi, da professionisti di ordini diversi, dando vita a una società multidisciplinare.
Uno degli aspetti più importanti riguarda l’iscrizione. La società deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle Società tra Professionisti e successivamente nella sezione speciale dell’albo o registro dell’ordine professionale di appartenenza. Per le STP multidisciplinari, l’iscrizione avviene presso l’ordine relativo all’attività individuata come prevalente.
Questa doppia dimensione, societaria e professionale, rende la STP diversa da una normale società di servizi. La società non è soltanto un contenitore giuridico, ma uno strumento attraverso cui viene esercitata un’attività professionale regolamentata.
Perché sempre più studi valutano la forma societaria
Il motivo principale è semplice: molti studi professionali sono diventati troppo complessi per essere gestiti con logiche individuali o artigianali.
Uno studio che cresce deve affrontare nuove esigenze: più clienti, più adempimenti, più collaboratori, più specializzazioni, più strumenti informatici e una maggiore richiesta di efficienza. In questo contesto, la STP può favorire una gestione più strutturata dell’attività professionale, permettendo di organizzare meglio ruoli, responsabilità e competenze.
Per un commercialista, un consulente del lavoro o uno studio multidisciplinare, la forma societaria può diventare utile quando l’attività non ruota più attorno a una sola persona, ma a un gruppo di professionisti e risorse operative. La STP consente di dare una forma più chiara a questa evoluzione.
Tuttavia, il passaggio alla Società tra Professionisti non deve essere visto solo come una scelta giuridica. È anche, e soprattutto, una scelta organizzativa. Uno studio che diventa STP deve chiedersi come intende lavorare, come vuole gestire le informazioni, come vuole distribuire il carico di lavoro e come vuole offrire un servizio più efficiente ai propri clienti.
Cosa cambia nella gestione quotidiana di una STP
Quando uno studio passa a una forma più strutturata, cambia il modo in cui vengono gestite molte attività quotidiane.
La gestione dei clienti, ad esempio, non può più dipendere soltanto dalla memoria del singolo professionista. Serve una visione condivisa delle informazioni: anagrafiche aggiornate, pratiche aperte, storico delle comunicazioni, documenti disponibili, scadenze, responsabilità e attività successive.
Anche la gestione delle scadenze diventa più delicata. In uno studio piccolo, molte attività possono essere presidiate informalmente. In una STP, invece, il rischio è che le informazioni si disperdano tra email, cartelle locali, file Excel, chat e comunicazioni verbali. Più aumenta il numero delle persone coinvolte, più diventa necessario definire procedure chiare.
Un altro tema riguarda la collaborazione interna. Soci, professionisti, dipendenti e collaboratori devono poter lavorare sugli stessi documenti, accedere alle informazioni corrette e sapere sempre chi sta facendo cosa. Senza strumenti adeguati, la collaborazione può diventare lenta, frammentata e poco controllabile.
Per questo motivo, la vera domanda non è solo: “come si costituisce una STP?”, ma anche: come si gestisce una STP in modo efficiente?
I principali problemi di gestione nelle Società tra Professionisti
Una STP può nascere con l’obiettivo di rendere lo studio più organizzato, ma se non viene accompagnata da un modello gestionale adeguato può amplificare problemi già esistenti.
Uno dei problemi più frequenti è la dispersione delle informazioni. Quando documenti, email, note operative e attività vengono gestiti in strumenti separati, diventa difficile avere una visione unica del cliente e dello stato delle pratiche.
Un secondo problema riguarda la mancanza di standardizzazione. Ogni professionista o collaboratore può avere un proprio modo di lavorare, archiviare documenti, nominare file, gestire richieste e comunicare con i clienti. Questo rende lo studio più fragile, soprattutto quando aumentano clienti e volumi di lavoro.
C’è poi il tema del controllo. Una STP ha bisogno di sapere quali attività sono in corso, quali pratiche sono ferme, quali scadenze si stanno avvicinando, quali clienti richiedono più tempo e quali aree dello studio producono più valore. Senza dati, il controllo resta parziale.
Infine, c’è il tema della continuità. Se le informazioni restano nella testa dei singoli, ogni assenza, uscita o cambio di ruolo può creare rallentamenti. Una gestione moderna deve invece permettere allo studio di funzionare anche quando cambiano le persone coinvolte.
Società tra Professionisti: vantaggi e svantaggi
La Società tra Professionisti può rappresentare una scelta molto interessante per gli studi che vogliono crescere, aggregare competenze e strutturare meglio la propria attività.
Tuttavia, come ogni modello organizzativo, presenta sia vantaggi sia aspetti da valutare con attenzione.
Vantaggi di una STP
Tra i vantaggi di una Società tra Professionisti c’è la possibilità di superare la dimensione individuale dello studio professionale. Quando più professionisti lavorano insieme all’interno di una struttura societaria, diventa più semplice condividere competenze, suddividere responsabilità, ampliare i servizi offerti e presentarsi al mercato con un’organizzazione più solida.
Per un commercialista, un consulente del lavoro o uno studio multidisciplinare, la STP può favorire una gestione più evoluta dei clienti, soprattutto quando lo studio serve aziende con esigenze complesse. Pensiamo, ad esempio, a imprese che hanno bisogno di consulenza fiscale, paghe, bilanci, controllo di gestione, finanza agevolata, consulenza del lavoro e supporto amministrativo. Una struttura aggregata può rendere più semplice offrire un servizio integrato.
Un altro vantaggio riguarda la continuità dello studio. La STP può aiutare a rendere l’attività meno dipendente dal singolo professionista, favorendo il passaggio generazionale, l’ingresso di nuovi soci, la valorizzazione dei collaboratori e una maggiore stabilità organizzativa.
C’è poi il tema dell’immagine. Uno studio organizzato in forma societaria può essere percepito come più strutturato, soprattutto da clienti aziendali che cercano interlocutori capaci di garantire continuità, specializzazione e capacità operativa.
Svantaggi di una STP
La prima criticità di una Società tra Professionisti riguarda la maggiore complessità gestionale. Una STP richiede regole chiare, ruoli definiti, processi condivisi e strumenti adeguati. Se questi elementi mancano, il rischio è che la forma societaria aumenti la complessità invece di ridurla.
Un secondo aspetto riguarda il coordinamento tra professionisti. Soci e collaboratori possono avere metodi di lavoro diversi, abitudini consolidate e differenti modalità di gestione dei clienti. Senza procedure comuni, la qualità del servizio può diventare disomogenea.
Un terzo punto riguarda la gestione delle informazioni. Più persone lavorano sugli stessi clienti, più diventa importante sapere dove si trovano documenti, pratiche, comunicazioni, scadenze e responsabilità. Se lo studio continua a usare strumenti frammentati, come email, cartelle locali, file Excel e app non integrate, la STP può diventare difficile da governare.
Per questo motivo, il vero tema non è soltanto decidere se costituire una Società tra Professionisti, ma capire come gestirla in modo efficiente. Una STP funziona davvero quando alla forma societaria si affiancano processi digitali, strumenti gestionali adeguati e una visione organizzativa chiara.
Come gestire al meglio una Società tra Professionisti e Quali software gestionali sono consigliati per una Società tra Professionisti
Gestire bene una STP significa costruire un sistema organizzativo chiaro, supportato da strumenti digitali integrati.
Il primo passo è definire i processi. Ogni studio dovrebbe mappare le attività principali: acquisizione del cliente, apertura della pratica, raccolta documenti, gestione degli adempimenti, comunicazioni, controllo qualità, fatturazione, assistenza e consulenza continuativa. Solo quando i processi sono chiari è possibile digitalizzarli in modo efficace.
Il secondo passo è scegliere strumenti adatti alla complessità dello studio, uno degli aspetti più importanti per una Società tra Professionisti. Una STP, infatti, non ha bisogno solo di strumenti per svolgere attività contabili, fiscali o amministrative. Ha bisogno di un ecosistema digitale capace di supportare la gestione dello studio nel suo insieme: clienti, pratiche, documenti, scadenze, collaboratori, comunicazioni, workflow e dati.
Il primo strumento da valutare è un gestionale professionale per studi commercialisti, consulenti del lavoro e professionisti. In questo ambito, soluzioni come PROFIS rappresentano un punto di riferimento per la gestione delle attività amministrative, fiscali, contabili e dichiarative dello studio.
Per una STP, un gestionale di questo tipo consente di organizzare le attività ricorrenti, ridurre il rischio di errori, lavorare in modo più strutturato e mantenere sotto controllo pratiche e adempimenti.
Un altro strumento importante è Microsoft 365. Una Società tra Professionisti non può basarsi solo sul gestionale verticale. Deve anche gestire documenti, comunicazioni, riunioni, file condivisi, calendari, attività interne e collaborazione quotidiana. Microsoft 365, con strumenti come Teams, SharePoint, OneDrive, Outlook, Word ed Excel, permette di creare un ambiente di lavoro più ordinato, sicuro e collaborativo.
Di seguito alcuni casi d’uso di MS 365 per i Commercialisti.
Per una STP significa poter ridurre la dispersione delle informazioni, centralizzare i documenti e rendere più semplice il lavoro tra soci, collaboratori e dipendenti.
Per la gestione delle relazioni con clienti e prospect, può essere utile introdurre anche un CRM. In questo senso, VTENEXT può aiutare lo studio a tracciare richieste, opportunità, contatti, follow-up, attività commerciali e comunicazioni con i clienti.
Un CRM non serve solo alle aziende che vendono prodotti o servizi commerciali: può essere molto utile anche per uno studio professionale che vuole valorizzare meglio la propria base clienti, gestire nuove richieste di consulenza e strutturare lo sviluppo commerciale.
Infine, per una STP che vuole lavorare in modo ancora più organizzato, può essere utile adottare strumenti di workflow e Business Process Management come SmartOp. Una piattaforma di questo tipo permette di digitalizzare procedure, assegnare attività, monitorare passaggi interni, controllare scadenze e migliorare la qualità dei processi. È particolarmente utile quando lo studio cresce e le attività non possono più essere gestite solo tramite email, telefonate o indicazioni verbali.
L’obiettivo non è aggiungere tecnologia, ma costruire un sistema digitale coerente con il modo in cui lo studio lavora e vuole crescere. Per questo il supporto di un partner come AGM può essere utile non solo nella scelta dei software, ma anche nella loro configurazione, integrazione e adozione da parte delle persone che lavorano nello studio.
Il ruolo di AGM nella gestione digitale degli studi professionali
AGM affianca studi professionali, commercialisti, consulenti del lavoro e aziende nella scelta, implementazione e integrazione di strumenti digitali per migliorare processi, collaborazione e gestione operativa.
La gestione di una Società tra Professionisti richiede una visione integrata: software gestionale, strumenti cloud, collaborazione documentale, sicurezza, CRM, workflow e formazione delle risorse. AGM offre servizi per la trasformazione digitale di studi professionali e aziende, integrando software, organizzazione, digitalizzazione dei processi e formazione.
Una STP non ha bisogno solo di “un programma in più”. Ha bisogno di un modello operativo che permetta allo studio di lavorare meglio, crescere in modo ordinato e offrire ai clienti un servizio più efficiente.
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Conclusione
Negli ultimi anni il mondo degli studi professionali è cambiato profondamente. Il professionista non è più soltanto una figura individuale che gestisce clienti, pratiche e adempimenti in autonomia. Sempre più spesso lo studio diventa una vera organizzazione, composta da soci, collaboratori, dipendenti, consulenti esterni, clienti aziendali e strumenti digitali che devono dialogare tra loro.
In questo scenario, la Società tra Professionisti rappresenta una risposta alla necessità di aggregare competenze, condividere responsabilità e costruire modelli di lavoro più evoluti.
La Società tra Professionisti rappresenta una grande opportunità per gli studi che vogliono evolvere, aggregare competenze e affrontare il mercato con una struttura più solida.
Ma la forma societaria, da sola, non basta. Per gestire al meglio una STP servono processi chiari, strumenti integrati, collaborazione interna, controllo dei dati e una gestione più moderna del rapporto con il cliente.
La vera sfida non è soltanto diventare una Società tra Professionisti. È diventare uno studio professionale organizzato, digitale e pronto a crescere.
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FAQ
Che cos’è una Società tra Professionisti?
Una Società tra Professionisti è una società costituita per l’esercizio di una o più attività professionali regolamentate da parte di professionisti iscritti ad albi o ordini professionali.
Una STP può essere costituita da professionisti diversi?
Sì, possono esistere STP multidisciplinari, composte da professionisti appartenenti a ordini diversi, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Una Società tra Professionisti deve iscriversi all’albo?
Sì. La STP deve iscriversi nella sezione speciale del Registro delle Imprese e nella sezione speciale dell’albo o registro dell’ordine professionale competente.
Quali sono i problemi più comuni nella gestione di una STP?
I problemi più frequenti riguardano dispersione delle informazioni, mancanza di processi standardizzati, difficoltà nella collaborazione interna, gestione frammentata dei documenti e scarso controllo sulle attività.
Quali strumenti digitali servono a una STP?
Uno studio strutturato può beneficiare di un gestionale professionale, strumenti cloud come Microsoft 365, soluzioni CRM, piattaforme di workflow e strumenti di analisi dati.
Tutte queste soluzioni possono essere fornite, implementate e supportate da AGM.
AGM può supportare la digitalizzazione di una STP?
Sì. AGM supporta studi professionali e aziende nella digitalizzazione dei processi, nell’implementazione di software gestionali, Microsoft 365, CRM e soluzioni per migliorare collaborazione e organizzazione.





